ELIE WIESEL: NUOVI DOCUMENTI

 

Dopo la pubblicazione dell’articolo Elie Wiesel: «Il piů autorevole testimone vivente» della Shoah?[1] mi č stato segnalato un sito web ungherese in cui Miklós Grüner ha reso nota una documentazione importante sulla questione[2]. I suoi lodevoli sforzi per accertare la veritŕ su Elie Wiesel durano da anni, ma purtroppo sono rimasti per troppo tempo praticamente ignorati.

Tralascio le denunce a varie autoritŕ contro il Premio Nobel per furto di identitŕ e prendo in esame i documenti.

 

1) Una lettera del Memoriale (Gedenkstätte) di Buchenwald a Miklós Grüner del 15 maggio 2002 fornisce le seguenti informazioni:

«Lazar Wiesel, nato il 4.9.1913 a Maromarossziget, arrivň a Buchenwald il 26 gennaio 1945 con un trasporto da Auschwitz (archivio di Buchenwald, microfilm Auschwitz, p. 41). In questa pagina 41, al numero 2438, troverŕ i dati di Lazar Wiesel: numero di Buchenwald 123565, nato il 4.9.1913, numero di Auschwitz A-7713. Questi dati sono confermati anche dalla scheda numerica dell’ufficio degli scrivani [Schreibstube][3]. Lazar Wiesel appare nel questionario degli Americani (NARA Washington, RG 242, microfilm 60) col numero 123165 e un’altra data di nascita (4.10.1928) e andň a Parigi il 16 luglio 1945 con il trasporto dei bambini superstiti (archivio di Buchenwald, 56-6-12, p. 9). Tuttavia qui c’č una differenza rispetto alla scheda numerica. Nella scheda numerica dell’ufficio degli scrivani col numero 123165 č registrato un detenuto ebreo sloveno, Pavel Kun, che morě a Buchenwald l’8.3.1945».

 

2) Un biglietto di registrazione dei detenuti, proveniente probabilmente dall’archivio del memoriale di Buchenwald, contiene i seguenti dati:

«123565

Wiesel Lazar                                                           Polit.

geb. 4.9.13  Maromarossiget                                  Ungar

            26. Jan. 1945                                                          Jude».

Ossia Lazar Wiesel, nato a Maromarossiget  il 4 settembre 1913, detenuto politico, ebreo  ungherese, fu  immatricolato a Buchenwald il 26 gennaio 1945 col numero 123565.

 

3) “Comunicazioni delle variazioni” di Buchenwald relative ad Abraham Viezel:

«Datenbank:        Veräderungsmeldungen Buchenwald

Datensazt:          9315

Häftlingnr.:        123488 [A 7712]

Name:                Viezel, Abraham

geboren:            10.10.00

Nationalität:                                                 Kategorie: polit. Jude

Einlieferung:

gestorben:         02.02.45                              in: Block 57

Meldung vom: 03.02.45».

Abraham Viezel, nato il 10 ottobre 1900, detenuto politico ebreo, numero di matricola di Auschwitz A-7712 e di Buchenwald 123488, morě il 2 febbraio 1945 nel Block 27, come risulta dalla comunicazione del 3 febbraio.

Su questo detenuto c’č anche il documento che segue; data di nascita e numero di matricola corrispondono esattamente, “5514” č il numero di registrazione relativo alla sua morte.

 

 

Attestato di morte di Abram Viezel

 

 

 

4) Un certificato di nascita del “Servizio centrale di stato civile” della Romania datato 27 novembre 1996 a nome di Lazar Vizel, nato a Sighet il 6 ottobre 1928 da Solomon Vizel e da Sura Feig.

 

5) Un questionario del Governo militare americano in Germania del  campo di Buchenwald relativo a  Lázár Wiesel, nato il 4 ottobre 1928, numero di matricola 123165.

Di questo documento fornisco una copia piů leggibile che include anche il retro[4].

 

 

Questionario di Buchenwald di Lázár Wiesel datato 22 aprile 1945 – Recto.

 

 

 

Questionario di Buchenwald di Lázár Wiesel datato 22 aprile 1945 – Verso.

 

6) Una lettera del direttore del Museo di Auschwitz, Kazimierz Smoleń, alla signora Eva Kor, fondatrice dell’organizzazione CANDLES (Children of Auschwitz Nazi Deadly Lab Experiments Survivors), in data 15 marzo 1987, che al punto 2 dice:

«Nel KL Auschwitz col numero A-7713 fu indicato il detenuto WIESEL Lazar, nato il 4.9.1913 a Maromarossiget, Ebreo ungherese. Il suddetto detenuto fu immatricolato ad Auschwitz  il 24.5.1944. Verso la fine del 1944 fu trasferito al KL Auschwitz III/Monowitz, durante l’evacuazione finale fu mandato a Buchenwald, dove fu immatricolato il 26.1.1945».

 

7) Una lettera del Museo di Auschwitz a Miklós  Grüner del 7.7.2003 la quale precisa che il detenuto n. A-7713 appare in una lista dell’Istituto di Igiene delle SS datata 7.12.1944-Monowitz e fornisce i seguenti dati:

A-11104 Grüner Miklos, Ebreo ungherese, nato il 6.04.28 a Nyiregyhaza

A-7712 Viesel Abram, nato il 10.10.1900 a Marmarossiget†

A-7713 Wiesel Lazar, nato il 4.9.1913 a Marmarossiget, fabbro.

 

8) Uno stralcio del verbale del processo dello Stato della California contro Erich Hunt[5] dell’8 luglio 2008[6], in cui Elie Wiesel fa sotto giuramento le seguenti dichiarazioni:

«R.[isposta] In francese Lanueit, L-A-N-U-E-I-T [La Nuit] e in inglese Night.

D.[omanda] E Night fu il vostro primo libro pubblicato in inglese?

R. Sě

D. Il primo libro mai pubblicato, giusto?

R. Il primo libro mai pubblicato.

[…].

D. E il libro Night che scriveste č un resoconto veritiero della vostra esperienza durante la seconda guerra mondiale?

R. Č un resoconto veritiero. Ogni parola in esso č vera.

[…].

D. E quale fu il vostro…in quale giorno nasceste a Sighet, Romania?

R. Il 30 settembre 1928.

[…].

D. E quale [numero] fu tatuato sul vostro braccio sinistro?

R. Il mio numero fu A7713. Il numero di mio padre fu 7712».

 

Riassumendo:

        il numero di Auschwitz A-7713 fu assegnato il 24 maggio 1944 a Lazar Wiesel, nato il 4 settembre 1913 a Maromarossziget, immatricolato a Buchenwald il 26 gennaio 1945 col numero 123165;

        il numero di Auschwitz A-7712 fu assegnato il 24 maggio 1944 ad Abraham Viezel, nato il 10 ottobre 1900 a Marmarossiget, immatricolato a Buchenwald il 26 gennaio 1945 col numero 123488 e morto in questo campo il 2 febbraio;

        Elie Wiesel ha dichiarato sotto giuramento che ad Auschwitz ricevette il numero A-7713, suo padre il numero A-7712.

Questa dichiarazione č evidentemente falsa.

Resta il problema  del  questionario redatto a Buchenwald  il 22 aprile 1945 da Lázár Wiesel.  Questo detenuto nacque  a Máromarossziget il 4 ottobre 1928, era studente,  fu arrestato il 16 aprile 1944 e fu internato ad Auschwitz e a Monowitz. Secondo il Memoriale di Buchenwald, egli fu trasferito a Parigi il 16 luglio 1945 con il trasporto dei bambini superstiti e figura nella relativa lista. Tuttavia, secondo l’United States Holocaust memorial Museum, il trasporto, che avrebbe incluso anche Elie [evidentemente: Lázár[7]] Wiesel, avvenne l’8 giugno[8]. Questo Lázár Wiesel č Elie Wiesel?

Va rilevato anzitutto che la data di nascita non coincide: Lázár nacque il 4 ottobre 1928, Elie il 30 settembre 1928. Il certificato di nascita di Lazar Vizel addotto da Miklós Grüner riporta una data ancora diversa, il 6 ottobre 1928. Poiché Lázár Wiesel firmň di suo pugno il suddetto questionario –col cognome “Wiezel” – bisogna escludere un errore nella data di nascita.

Il secondo punto importante č che il numero di matricola di Auschwitz di Lázár Wiesel non č noto, ma non poteva comunque essere A-7713, perché al Museo di Auschwitz risulta un solo numero A-7713 della serie maschile, assegnato a Lazar Wiesel nato il 4.9.1913. Per di piů nella lista nominativa del trasporto da Auschwitz a Buchenwald risulta un solo Lazar Wiesel, quello appunto nato il 4.9.1913 e immatricolato ad Auschwitz col numero A-7713. Da dove veniva Lázár Wiesel? E che rapporto c’č tra  Lazar Wiesel e Lázár Wiesel o Lazar Vizel, che (tranne la data di nascita) hanno dati anagrafici cosě simili? Al momento queste domande restano senza risposta certa.

Il terzo punto č il fatto che la data di arresto di Lázár Wiesel – il 16 aprile 1944 – non si concilia con quella di Elie Wiesel: dopo il 27 maggio 1944, come ho rilevato nell’articolo precedente.

Il quarto punto č che Lázár Wiesel, nel questionario summenzionato, dichiarň di essere rimasto ad Auschwitz per 4 settimane (“4 weeks”), inoltre 8 mesi a Monowitz e 3 mesi a Buchenwald, mentre la permanenza di Elie Wiesel ad Auschwitz fu di 3 settimane[9].

Il quinto punto č il numero di matricola di Buchenwald: se Elie Wiesel č Lázár Wiesel perché non ha menzionato il numero 123165?

Anche il nome ha la sua importanza. Č ben vero che Lazar č un diminutivo di Eliezer, ma questo in jiddisch suona רזעילא, Eliezer, quello רעזייל, Leizer, o רעזאל, Lozer. Perché il presunto Eliezer Wiesel a Buchenwald si sarebbe firmato Lázár? E perché non ha mai indicato il suo numero di immatricolazione in questo campo?

In pratica la questione si complica ulteriormente, perché vi interviene almeno un terzo detenuto, supponendo che Lázár Wiesel e Lazar Vizel siano la stessa persona. Perciň il quadro che ho presentato nell’articolo precedente va aggiornato cosě:

 

 

Lazar Wiesel

Lázár Wiesel

Lazar Vizel

Elie Wiesel

Numero di matricola

di Auschwitz

A-7713

?

?

A-7713

Numero di matricola

Di Buchenwald

123565

 

123165

 

?

?

Data di nascita

4 settembre 1913

4 ottobre 1928

6 ottobre 1928

30 settembre 1928

Luogo di nascita

Máramarossziget = Sighet

Máramarossziget

Sighet

Sighet

Nome del padre

Szalamo = Shlomo

?

Solomon

Shlomo

Nome della madre

Serena Feig

?

Sura Feig

Sarah Feig

Domicilio del padre inizio 1945

Buchenwald

?

?

Buchenwald

 

Il numero di matricola di Buchenwald di Lázár Wiesel,  123165, rientra nella serie di numeri che furono assegnati il 26 gennaio 1945 ai 3.927 detenuti provenienti da Auschwitz: 120348-124274. Non risulta perň che Lázár Wiesel fosse registrato in tale lista.

Nel questionario di Buchenwald, Lázár Wiesel, alla richiesta «Indicate i nomi e gli indirizzi di tre persone di fiducia che abitano nel luogo dove volete andare e che possano garantire per voi» scrisse: «Ur [signor] Ferenc Stark, Ferenc Pollak, Sámuel Jakobovits». Quest’ultimo si trovava anch’egli a Buchenwald, dove era giunto da Auschwitz col trasporto del 26 gennaio 1945. Come risulta dalla sua scheda personale riportata sotto, egli ricevette ad Auschwitz il numero A-5763, a Buchenwald il numero 121761; era nato il 2 ottobre 1926 a Marmarossziget e aveva una madre nata Pollak che era probabilmente parente del Ferenc Pollak menzionato da Lázár Wiesel.

 

 

Scheda personale di Buchenwald di Samuel Jakubowits

 

 

 

Che Lázár e Sámuel si conoscessero č confermato dal questionario riportato sotto che questi riempě a Buchenwald il 22 aprile 1945. Esso, che č redatto a nome di “Jakobovits  Sámuel”, riporta nel retro, nella rubrica delle persone di fiducia, i nomi di Hersch Fischmann, Antal Meisner e, per l’appunto, Lázár Wiesel. La pagina frontale indica anche la data di arresto di Sámuel, il 16 aprile 1944 – la stessa di  Lázár Wiesel. Ad Auschwitz Sámuel ricevette il numero A-5763, che fu assegnato il 24 maggio 1944: questo giorno 2.000 Ebrei ungheresi furono infatti immatricolati con i  numeri A-5729-7728.  Di questo trasporto facevano dunque parte sia Abram Wiesel (A-7712), sia   Lazar Wiesel (A-7713) nato il 4.9.1913, ma anche Lázár Wiesel nato il 4 ottobre 1928, che rimase ad Auschwitz per 4 settimane. Ma, come si č visto sopra, il Museo di Auschwitz non sa nulla di questo Lázár Wiesel.

 

 

 

 

Questionario di Buchenwald di Sámuel  Jakobovits  datato 22 aprile 1945 – Recto

 

Questionario di Buchenwald di Sámuel  Jakobovits  datato 22 aprile 1945 – Verso

 

 

In conclusione, Elie Wiesel non puň essere né Lazar Wiesel, né Lázár Wiesel, né Lazar Vizel; il numero A-7713 non fu assegnato a lui, ma a Lazar Wiesel e il numero A-7712 non fu dato a suo padre, ma ad Abram (o Abraham) Viesel (o Wiesel).

E l’accusa di appropriazione di identitŕ formulata contro di lui da Miklós Grüner non riguarda soltanto Lazar Wiesel, ma anche Lázár Wiesel: dal primo ha tratto il numero di immatricolazione di  Auschwitz (A-7713), dal secondo il soggiorno a Buchenwald e il successivo trasferimento a Parigi.

Per quanto riguarda il suo libro, La Nuit, quale valore abbia la sua assicurazione giurata che esso «č un resoconto veritiero. Ogni parola in esso č vera» si puň arguire dall’analisi che ne ho esposto nell’articolo precedente.

Al riguardo č importante precisare che in tale libro non appare mai alcun accenno alle presunte “camere a gas” di Auschwitz. Eli Wiesel č forse l’unico (sedicente) testimone di Auschwitz che non menzioni le “camere a gas”, fatto a dir poco sorprendente che potrebbe – e dovrebbe –  essere spiegato solo da lui.

Per finire, ritorno sulla fotografia di Buchenwald nella quale apparirebbe Elie Wiesel. Nel sito del Memoriale di Buchenwald questa fotografia viene riprodotta con la seguente didascalia:

«Häftlinge in Baracke 56 des Kleinen Lagers. | Foto Harry Miller, 16. April 1945 / National Archives, Washington»,

«Detenuti nella baracca 56 del piccolo campo. Foto di Harry Miller, 16 aprile 1945. National Archives, Washington»[10].

La data del 16 aprile 1945 č cosě confermata ufficialmente. Nel suo libro Elie Wiesel scrive:

«Il 10 aprile eravamo ancora ventimila nel campo, fra cui qualche centinaio di ragazzi. […].

Tre giorni dopo la liberazione di Buchenwald io caddi gravemente malato: un’intossicazione. Fui trasferito all’ospedale e passai due settimane fra la vita e la morte»[11].

Il campo fu liberato l’11 aprile 1945. Tre giorni dopo, il 14, Elie Wiesel si ammalň e fu trasferito all’ospedale del campo, dove rimase, «fra la vita e la morte», per due settimane, fino al 28 aprile.

Ma allora come avrebbe potuto trovarsi il 16 aprile nella baracca 56, che era evidentemente una baracca alloggio? E come avrebbe potuto firmare il 22 aprile, come “Lázár Wiezel”, il questionario summenzionato?

 

 

                                                                                                      

9 marzo 2010                                                                                      Carlo Mattogno

 

 


 

[1] In: http://ita.vho.org/056_Elie_Wiesel.htm. Qui introduco qualche piccola variazione ortografica.

[2] Il titolo suona all’incirca cosě: Un sedicente Elie Wiesel viene in Ungheria con una falsa identitŕ, in: http://kuruc.info/r/6/51815/

[3] Il documento 2 che ho pubblicato nel primo articolo.

[4] NARA, A 3355, RG 242.

 

[5] Erich Hunt fu accusato di aver aggredito Elie Wiesel, ma afferma di averlo soltanto tirato da parte per chiedergli un’intervista sul suo soggiorno ad Auschwitz: http://erichunt.net/category/the-liar-elie-wiesel/

[6] Superior Court of California. County of San Francisco. Before the Honorable Robert Donder, Judge Presiding, Department Number 23. People of the State of California, Plaintiff, vs. Erich Hunt, Defendant. Testimony of Elie Wiesel, July 8, 2008, p. 7 e 13.

[7] Secondo il sito http://www.jewishgen.org/databases/Hungary/ tra i 707 Ebrei ungheresi liberati a Buchenwald c’era un solo Wiesel: Lazer (sic), numero di matricola 123165.

[9] E. Wiesel, La notte. Giuntina, Firenze, 1986, p. 48.

[11] E. Wiesel, La notte. Giuntina, Firenze, 1986, pp. 111-112.