WINSTON SPENCER CHURCHILL: UN OMAGGIO[1]
Di Harry Elmer Barnes[2]
Nessuna persona informata potrebbe negare che Winston S. Churchill è stato probabilmente lo showman più spettacolare nella storia della politica inglese, e che è stato sicuramente uno dei capiscuola della retorica patriottica e commemorativa. Ma quando passiamo oltre, ad esaminare ogni passaggio della carriera di Churchill, entriamo in un terreno più controverso. Ogni studio accurato della sua personalità e della sua carriera pone serie domande sulla sua integrità, sia personale che politica, e sul valore dei servigi da lui resi all’Inghilterra.
La sua carriera non ha rivelato, da parte sua, nessun solido
principio politico o ideologico. Egli si è spostato, nella sua militanza
partitica, dai conservatori ai liberali e poi di nuovo ai conservatori. Elogiò
a profusione Mussolini e Hitler dopo che i loro programmi totalitari erano
stati pienamente messi in atto e le loro azioni ben conosciute. Disse che se
fosse stato italiano sarebbe stato fascista, e ancora nel 1938 affermava che se
l’Inghilterra si fosse trovata nelle stesse difficoltà in cui si era trovata
I cambiamenti di Churchill riguardo al comunismo furono
ugualmente incredibili. Era stato uno dei più aspri critici del comunismo e dei
suoi capi, condannandolo come “una folle bestialità”, ma durante la seconda
guerra mondiale esaltò Stalin in modo tanto generoso come aveva fatto in
precedenza con Mussolini e Hitler, per poi cambiare di nuovo atteggiamento già
nel 1946 quando volle
Non esistono prove convincenti di nessun genere che Churchill abbia mai proposto o sostenuto alcun provvedimento pubblico che avesse come scopo primario la prosperità dell’Inghilterra o del genere umano. Appariva preoccupato esclusivamente delle probabili conseguenze sulla sua carriera politica. In questo differiva da Roosevelt. Anche John T. Flynn ammette che quest’ultimo, come un signorotto di campagna, aveva un vero senso di noblesse oblige ed era interessato al benessere dei cittadini comuni quando l’aiutarli non interferiva con le proprie ambizioni politiche. Churchill non ha mai rivelato nessun senso di noblesse oblige. Per lui il rango cui apparteneva esigeva solo privilegi speciali e ricompense. Non sarebbe certo un’esagerazione dire che egli è stato la figura più vanagloriosa di tutta la storia dei personaggi pubblici importanti, una caratteristica che lo ha accompagnato fino alla morte e oltre, poiché pianificò in anticipo - di alcuni mesi o anni - persino i dettagli di un funerale pubblico pomposo e teatrale.
Quanto alla sua carriera pubblica, Churchill mancava totalmente
di integrità. Non esitava a pronunciare le falsità più flagranti quando questo
gli appariva necessario per promuovere le proprie ambizioni politiche o per
coprire i suoi errori passati. Non esitava a ingannare il popolo inglese su
questioni di grande importanza, se questo era dettato dalla propria
auto-conservazione. Forse l’esempio migliore, tra i tanti, è quello del suo
rapporto alla Camera dei Comuni dopo il suo ritorno dalla disastrosa riunione
di Yalta, dove aveva sperimentato la doppiezza e l’avidità menzognera di
Stalin, dopo averle già constatate a Teheran e in occasione delle atroci
violazioni delle promesse, fatte da Stalin, riguardo al trattamento sovietico
della Polonia. Churchill rassicurò
E’ bene ricordare che la grande reputazione attuale di
Churchill come capo di stato si fonda interamente sugli eventi accaduti tra
l’Aprile del 1940 e il Luglio del 1945. Egli era così totalmente screditato a
partire dal 1933 che i governi di Baldwin e di Chamberlain ritenevano che la
sua presenza nel Gabinetto [dei ministri] sarebbe stata dannosa per il
prestigio e il futuro dei conservatori. Quando le questioni pubbliche tornarono
a riguardare la politica interna nel 1945, Churchill venne sonoramente
sconfitto alle elezioni politiche di quell’estate. Come politico di guerra
mostrò un’enorme energia, piuttosto che il genio direttivo e organizzativo [che
gli viene attribuito]. Si distinse più per la propria combattività che per la
sua arte di governo, sebbene non c’è dubbio che ispirò l’Inghilterra a rimanere
unita e a continuare la guerra contro Hitler, ma la questione che può essere
discussa è se la resistenza a tutti i costi contro Hitler dopo Dunkirk fosse la
politica migliore per l’Inghilterra. L’accusa più efficace contro Churchill
come statista di guerra è che dopo aver conquistato la vittoria militare perse
la pace con
Non c’è stata opinione più errata che quella di considerare Churchill un genio militare, sebbene è probabile che nessun altro capo inglese importante abbia amato così tanto la guerra o abbia lavorato in modo più alacre per attuarla quando questa era solo nel novero delle possibilità. Churchill è stato responsabile del disastroso tentativo di forzare i Dardanelli nel 1915, che si risolse nella sconfitta più spettacolare dell’Inghilterra nella prima guerra mondiale (a parte gli inutili tentativi di sfondare le trincee tedesche). E’ stato detto che era un buon piano se avesse funzionato, ma un piano militare veramente valido deve funzionare nella realtà e non fare semplicemente colpo sulla carta. Sia Lord Fischer che Lord Kitchener avevano ammonito contro quel progetto. Churchill fu costretto a rassegnare le dimissioni come responsabile del fallimento.
Per quanto riguarda la seconda guerra mondiale gli esperti, sia inglesi che americani, hanno fatto notare che l’interferenza di Churchill nelle decisioni strategiche fu spesso disastrosa. Il generale Albert C. Wedemeyer ha fatto notare che Churchill e Roosevelt conducevano realmente le operazioni militari come un paio di capi indiani avrebbero diretto una squadra di scotennatori, con una scarsa valutazione del risultato finale, sia politico che militare. La costante richiesta di Churchill di concentrare gli attacchi degli Alleati contro il “ventre molle dell’Europa” – una sorta di ritorno alla fantasia dei Dardanelli – venne adeguatamente screditata dal modo notevole con cui il generale Kesserling difese il settore italiano del ventre molle, nonostante le più grandi difficoltà, sconfitto infine principalmente a causa del tradimento di Hitler e dei suoi subalterni delle SS.
Anche gli ammiratori più misurati di Churchill ritengono che
dobbiamo concedergli almeno di aver salvato l’Inghilterra. Ci si può domandare:
salvato l’Inghilterra da chi e da che cosa? Hitler era un leccapiedi
dell’Inghilterra peggiore del Kaiser e la pietra miliare della sua politica
estera era quella di raggiungere un’intesa permanente con l’Inghilterra. Anche
dopo Dunkirk, dove permise deliberatamente agli inglesi di fuggire, offrì
all’Inghilterra una pace generosa e disse ai suoi generali che avrebbe messo
Churchill capeggiò la denuncia delle presunte orribili
atrocità e brutalità dei nazisti, ma il suo record non è sicuramente migliore.
Rifiutò la proposta di Hitler all’inizio della guerra di mettere al bando tutti
i bombardamenti degli obiettivi non militari, e anzi inaugurò questa forma
barbara di bombardamento l’11 Maggio del 1940, con un attacco all’indifesa
città universitaria di Freiburg. Annunciò che non si sarebbe fermato davanti a
nessuna forma o livello di brutalità per distruggere Hitler, e mantenne la
parola. Diresse il terribile bombardamento incendiario di Amburgo, e diede
l’ordine della distruzione non necessaria della bella città di Dresda, la più
spietata, riprovevole e indifendibile tra le maggiori atrocità della seconda
guerra mondiale, in cui le perdite di vite umane e di beni furono molto più
grandi dei bombardamenti americani sia di Hiroshima che di Nagasaki. Approvò e
ordinò l’applicazione del piano Lindemann per la massimizzazione dei
bombardamenti contro
Nei suoi commenti al funerale di Churchill, l’ex presidente
Dwight Eisenhower pose l’accento principale sui risultati di Churchill come
“amico della pace”. Non è esagerato dire che tutto ciò è come se da Edgar
Hoover rendesse un omaggio speciale ad Al Capone come amico della legge. Anche
i suoi ammiratori inglesi hanno ammesso il permanente ed esagerato amore di
Churchill per la guerra. Nessun’altra figura pubblica inglese lavorò in modo
tanto alacre come Churchill per far
entrare l’Inghilterra nella prima guerra mondiale. Questo è stato ammesso nel
recente libro Twelve Days, dello
scrittore inglese George Malcom Thomson sulla crisi del 1914. E’ risaputo che
Churchill è stato anche il capo del partito della guerra inglese dal
Forse la migliore valutazione riassuntiva della personalità di Churchill viene dal rinomato pubblicista inglese, F. S. Oliver:
“Dalla sua giovinezza in poi, Churchill ha amato con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima, e con tutta la forza, tre cose: la guerra, la politica e sé stesso. Ha amato la guerra per i suoi pericoli, ama la politica per la stessa ragione, e ha sempre amato sé stesso con la consapevolezza che la sua mente è pericolosa – pericolosa per i suoi nemici, per i suoi amici, e per sé stesso. Non posso immaginare nessun altro uomo, tra quelli che ho incontrato, che si roderebbe il fegato tanto velocemente e tanto amaramente in Paradiso.”
Il significato della carriera di Churchill, per questa generazione e per le generazioni future, è stata ammirevolmente sintetizzata dal giornale inglese, The European:
“In termini di successo personale non c’è stata nessuna carriera più fortunata di quella di Winston Churchill. In termini di umana sofferenza per milioni di persone e di distruzione del nobile edificio del genere umano nessuna carriera è stata più disastrosa. In questo triste paradosso risiede la tragedia dei nostri tempi”.
Harry Elmer Barnes
(1889-1968) è stato uno dei più autorevoli studiosi americani del ventesimo
secolo. Il miglior volume sulla sua vita e la sua opera è: “Harry Elmer Barnes:
Learned Crusader” [Il crociato erudito]
(1968).

[1] Pubblicato nel 1980 dal Journal of Historical Review.
[2] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.ihr.org/jhr/v01/v01p163_Barnes.html